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IL PEACEKEEPER

(fonte: Isfol)

Il Peacekeeper è la figura professionale impegnata nella prevenzione dei conflitti, nella costruzione e nel mantenimento della pace.
Con la fine della guerra fredda, si è attenuata la potenzialità distruttiva in termini assoluti, ma si sono maggiormente diffusi i conflitti locali.
Il ruolo di peacekeeping, ossia di coloro che mantengono la pace, un tempo affidato al dispiegamento militare, viene ora ricoperto anche da civili che, accanto ai tradizionali compiti di interposizione e monitoraggio, svolgono anche quello di edificazione della pace. Nel nuovo mondo, i più importanti e pericolosi conflitti sono quelli che coinvolgono popolazioni appartenenti a differenti etnie e a culturali discriminate, che avanzano rivendicazioni politiche, economiche, sociali e religiose.
Il Peacekeeper è coinvolto in attività di assistenza umanitaria (humanitarian aid), prevenzione dei conflitti (conflict prevention), edificazione, mantenimento e consolidamento della pace (peace making, peace keeping and peace building). Più specificamente, i suoi compiti sono: tutela dei diritti umani attraverso il monitoraggio, l?osservazione elettorale e l?elaborazione di rapporti; preparazione e gestione di programmi di promozione della cultura della pace, dei diritti umani e della solidarietà internazionale; assistenza nei processi di diffusione della democrazia; attuazione di programmi per la risoluzione pacifica dei conflitti; iniziative di disarmo e di smobilitazione, oltre a quelle di ricostruzione economica; organizzazione di sistemi di sicurezza (human security); gestione degli uffici della difesa civica.
COMPETENZE
Al Peacekeeper è richiesta molta esperienza e una vera e propria mentalità internazionale.
Esistono sostanzialmente due diverse tipologie di Peacekeeper: operatori altamente specializzati, ai quali si richiede una specifica preparazione professionale (difensori civici, tutori pubblici dell?infanzia, esperti in aiuto umanitario, diplomatici, medici) oppure figure, soprattutto volontarie, coinvolte per lo più nell?assistenza umanitaria.
Gli operatori specializzati devono avere competenze sia di politica internazionale dei diritti umani che di relazioni internazionali e di cooperazione allo sviluppo, di metodologia delle scienze politiche e di sicurezza internazionale, di tecniche di risoluzione dei conflitti e di costruzione della pace, nonché capacità di analisi, di negoziazione e di gestione dei progetti. A professionisti come i medici, i farmacisti, i fisioterapisti, i terapisti della riabilitazione e gli psicologi si richiedono competenze cliniche generali e una particolare attitudine all?organizzazione di interi settori pubblici, il più delle volte completamente da ricostruire e riorganizzare dopo eventi bellici cruenti o sciagure ambientali. Requisito specifico richiesto ai medici un?approfondita conoscenza delle malattie tropicali ed epidemiologiche.
Un operatore di peacekeeping del tutto particolare è il Tecnico esperto in esplosivi, che conosce le convenzioni internazionali in materia di mine e le principali metodologie per bonificare terreni minati. Questa figura altamente specializzata deve avere inoltre notevoli capacità di agire in condizioni psicologiche stressanti e in situazioni particolarmente pericolose.
L?ottima conoscenza della lingua inglese, unita preferibilmente a quella della lingua e della cultura del paese di destinazione, oltre a buona salute e capacità di adattamento, sono requisiti indispensabili per il Peacekeeper.
FORMAZIONE
Da qualche anno, molte università stanno organizzando diversi corsi di laurea, scuole di perfezionamento e master, specificatamente rivolti alla formazione di Esperti nella gestione di situazioni di crisi.
CARRIERA
La prevalente condizione di libero professionista del Peacekeeper caratterizza il percorso di carriera di questa figura, correlandolo strettamente all?esperienza maturata sul campo.
SITUAZIONE DI LAVORO
Il Peacekeeper lavora per l?ONU (selezionato tramite concorso), per organizzazioni civili nazionali ed internazionali e per associazioni di volontariato ed opera, in genere, in contingenti forniti da vari paesi, con diversa cultura, organizzazione, addestramento ed equipaggiamento.
Le destinazioni più frequenti sono il Medio Oriente, l?Afghanistan, i Balcani, diversi Paesi africani ancora in preda alla guerra civile e Paesi asiatici come l?Indonesia e la Thailandia. La durata minima delle operazioni è di tre mesi, mentre non c?è un limite per quella massima.
In genere si tratta di liberi professionisti, la cui retribuzione varia in funzione dei compiti assegnati, dell?Organismo promotore, del tipo e della durata della missione: si passa da un minimo di 500 Euro netti al mese per il volontario (escluso vitto, alloggio e trasporto forniti dall?organizzazione), ad un massimo di 2200-4000 Euro per gli inviati degli organismi internazionali.
TENDENZE OCCUPAZIONALI
Il Peacekeeper sta diventando una figura richiestissima a livello internazionale, se non altro perché i focolai di guerra sono ancora molti.
FIGURE PROFESSIONALI PROSSIME
Questa figura si sovrappone in alcuni ambiti al profilo del Cooperante allo sviluppo internazionale.




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