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IL COOPERANTE ALLO SVILUPPO INTERNAZIONALE

(fonte: Isfol)

Il Cooperante presta la sua opera in favore delle popolazioni del Terzo Mondo, all?interno di progetti di cooperazione, sviluppo e solidarietà.
Nella Legge 49/87, che delinea la ?Nuova disciplina della cooperazione dell?Italia con i Paesi in via di sviluppo? 13 l?Italia definisce le linee della propria politica, nell?ambito degli obiettivi internazionali di sviluppo sanciti dalle Nazioni Unite: le attività di cooperazione in favore dei PVS sono svolte da enti pubblici e privati, ma anche dalle ONG, le quali possono ottenere il riconoscimento d?idoneità dal Ministero degli Affari Esteri.
Esistono diverse tipologie di Cooperanti allo sviluppo: progettisti, consulenti, operatori umanitari e ambientali, che lavorano nei settori dell?assistenza, della sanità, della prevenzione dei disastri naturali, dell?educazione e della formazione, del commercio, dell?artigianato e così via.
In particolare, gli ambiti di intervento del Cooperante allo sviluppo sono: assistenza socio-sanitaria; tutela dei diritti umani; aiuti alimentari; educazione di base e formazione professionale; sostegno ai minori, vittime delle guerre, del lavoro minorile, dello sfruttamento sessuale e del lavoro forzato, compreso il reclutamento obbligatorio nei conflitti armati; sostegno ai programmi di lotta all?AIDS e ad altre epidemie; sviluppo dell?imprenditoria locale, valorizzando tradizioni ed esperienze; sicurezza alimentare e sviluppo rurale; sviluppo industriale sostenibile, in armonia con le risorse ambientali; lotta al crimine e alla droga; interventi specifici per migliorare la condizione femminile, promovendo lo sviluppo culturale e sociale della donna; attuazione di programmi di educazione sui temi dello sviluppo, anche in ambito scolastico, e di iniziative volte all?intensificazione degli scambi culturali tra l?Italia e i Paesi del Terzo Mondo; interventi in materia di ricerca scientifica e tecnologica, finalizzati al trasferimento di tecnologie appropriate nei Paesi arretrati; sostegno a programmi di informazione, che favoriscano la partecipazione ai processi di democrazia e di sviluppo; valorizzazione del patrimonio culturale dei PVS.
Gli interventi da parte delle ONG sono a carattere prevalentemente sanitario (34,17%) e formativo (25,31%). Altri settori rappresentati sono l?agroalimentare (8,86%), il commercio e l?artigianato (1,26%).
COMPETENZE
Le competenze del Cooperante allo sviluppo sono diverse, in relazione alle attività che svolge: sono infatti richieste conoscenze di tipo tecnico-specialistico (medicina, ingegneria, scienze agrarie, scienze della formazione ecc.) accanto a quelle relazionali, che sono trasversali a tutti i profili.
Prerequisiti di base per essere un Cooperante sono la conoscenza fluente dell?inglese ed eventualmente della lingua del paese di destinazione, insieme ad un eccellente stato di salute, alla capacità di adattarsi a situazioni difficili ed alla disponibilità a viaggiare frequentemente in Paesi del Terzo Mondo.
FORMAZIONE
I percorsi formativi variano in funzione del settore in cui il Cooperante si trova ad operare ed al profilo specifico da lui ricoperto. Normalmente è richiesta la laurea nella disciplina collegata al determinato ambito di intervento: medicina, agraria, ingegneria, economia, antropologia, pedagogia ecc. Diversi programmi di tirocinio sono istituiti dal Ministero degli Affari Esteri e dalle principali organizzazioni internazionali.
CARRIERA
Si perviene a questa carica intorno ai 40-45 anni, dopo aver maturato esperienze significative nella medesima azienda o in aziende diverse, nel ruolo ad esempio di Responsabile del marketing operativo.
SITUAZIONE DI LAVORO
Il Cooperante allo sviluppo lavora per le Nazioni Unite, per organizzazioni (governative e non) nazionali ed internazionali o direttamente nell?ambito di uno specifico programma di cooperazione del Ministero degli Affari Esteri. In genere opera con un contratto a termine, della durata di non più di due anni, (v. Legge 49/87, Art. 32) e con una retribuzione che varia in funzione sia dell?entità del progetto, che dei compiti assegnati.
Il Cooperante può essere anche un volontario in servizio civile, con un rimborso spese mensile di circa 500 Euro netti, escluso vitto, alloggio e trasporto, forniti dall?organizzazione. Per la maggior parte delle missioni ONU, non è consentito viaggiare con la famiglia ed il pacchetto retributivo include il salario e un?adeguata indennità di missione, che complessivamente vanno dai 2200 ai 4000 Euro netti al mese. I volontari ONU percepiscono invece dagli 800 a 1500 euro mensili.
TENDENZE OCCUPAZIONALI
Al pari degli Esperti in progetti di cooperazione e sviluppo i Cooperanti potranno, grazie ai maggiori stanziamenti per le missioni nei Paesi del Terzo Mondo, accrescere nel prossimo futuro le proprie prospettive occupazionali.
FIGURE PROFESSIONALI PROSSIME
La trasversalità degli ambiti operativi di questa figura, comporta la sua sovrapposizione - per alcune attività - ai profili di Esperto in progetti di cooperazione e sviluppo e di Peace keeper.



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