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23/10/2009 - UNIVERSITY DAY 27-28 MARZO 2009

PERSONALITÀ DEL MONDO DELLA CULTURA E DELLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA PARLANO AGLI STUDENTI POLESANI DI RICERCA, DI ECONOMIA, DI SVILUPPO: UN FUTURO DI CUI SARANNO ATTORI PROTAGONISTI
Divulgatori Scientifici, docenti universitari, rappresentanti del territorio e studenti insieme, presso la sede universitaria rodigina, per parlare di come la crisi economica possa rappresentare una opportunità per ripensare i servizi di welfare, per puntare alla qualità, rivedendo i meccanismi di collaborazione tra gli attori del territorio.



A Rovigo l’Università è diventata ormai una struttura forte e consolidata e si sta sempre più qualificando il collegamento con la ricerca scientifica e con i centri di eccellenza, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della “conoscenza” e dell’innovazione nel processo di sviluppo del territorio. L’Università infatti rappresenta il cuore pulsante di una comunità, la sua vitalità, il suo elemento creativo, la tensione verso nuove idee. Questo non vale solo per i grandi Atenei, quelli più antichi e prestigiosi, ma anche e soprattutto per le realtà più piccole, che dalla presenza universitaria traggono nuove opportunità per uno sviluppo fondato sulla qualità e sull’innovazione.

Per questo, in occasione dell’iniziativa che la struttura universitaria rodigina organizza allo scopo di fornire a studenti e docenti un contributo per comprendere il valore fondamentale della conoscenza, in un’economia che basa la sua forza sul sapere e sulla padronanza delle tecnologie e di valorizzare la formazione accademica ponendola in relazione con le straordinarie opportunità di crescita del Polesine, è stato proposto un evento unico, un incontro di alto livello, come occasione di confronto su temi importanti, legati al periodo particolare che il nostro paese sta vivendo, dominato dalla preoccupazione per la crisi economica ma al tempo stesso dalla volontà di rinnovarsi, di crescere.

L’incontro “La ricerca in ambito sociale: un contributo alla qualità dei servizi di welfare nella crisi economica” che si è tenuto oggi 28 marzo a Rovigo è un appuntamento di altissimo livello organizzato in occasione della due giorni di incontri di approfondimento sul mondo universitario - venerdì 27 e sabato 28 marzo p.v. - presso la sede CUR di Viale Porta Adige 45 a Rovigo.
Un evento davvero particolare cui hanno partecipato in qualità di relatori, accanto alle autorità del territorio, Andrea Pamparana, Vicedirettore del TG5 - interprete dei fenomeni scientifici e divulgatore del sapere – che ha tenuto una lectio magistralis sullo stretto e intricato rapporto scienza /sviluppo e sulla difficile interazione tra Ricerca Scientifica ed Economia, Barbara Segatto - Docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Padova, Vincenzo Rebba - Docente di Economia presso l’Università degli Studi di Padova.

Un momento di confronto, quindi, su tematiche legate al peso che rivestono la scienza e il sapere nello sviluppo economico di un Paese, sulle strategie che possono e devono essere individuate in questo particolare momento storico e sul ruolo dei media nello stimolare il cambiamento culturale e sociale.
Perchè - come sottolinea Andrea Pamparana nella sua lectio - il compito di un divulgatore può essere più alto di quello che oggi è, nei fatti: l’importante è restituire all’uomo la capacità di indipendenza, invenzione e immaginazione. Il divulgatore deve cercare di spingere i suoi contemporanei a pensare, fornirgli delle carte che gli consentano di fare un buon gioco.


CONTRO LA CRISI È NECESSARIA UNA POSITIVA E DINAMICA COLLABORAZIONE TRA POLITICHE ECONOMICHE, OCCUPAZIONALI E SOCIALI, TRA SOGGETTI ISTITUZIONALI E SOCIO-ECONOMICI RILANCIANDO LA STRATEGIA DI CRESCITA FONDATA SUL NESSO TRA COMPETITIVITÀ, CONOSCENZA E POLITICHE SOCIALI.

A Rovigo, ha acquisito concretezza quel rapporto tra ricerca e industria, tra sapere e sviluppo, che dovrebbe essere un punto fermo, un principio da seguire in ogni realtà e in ogni ambito.
Solo un esempio: il Centro ECSIN delle nanotecnologie e il laboratorio di ricerca sulla gomma-plastica rappresentano l’esempio concreto del rapporto tra ricerca ed economia, tra i bisogni del tessuto produttivo e chi a questi bisogni è in grado di dare una risposta, innovativa ed efficace. Un pool di ricercatori operanti presso questi Centri forniscono alle imprese polesane e non solo soluzione tecnologiche di altissimo livello, che consentono loro di essere competitive, creando sviluppo. Perché scienza e ricerca senza le imprese non fanno sviluppo.
Un circolo virtuosissimo, un esempio eccellente sul quale investire sempre di più e dal quale far nascere nuove esperienze, stimolati anche dal momento difficile che stiamo vivendo, che richiede idee innovative e strategie, anche inedite, di collaborazione tra settori e soggetti differenti.
Perché - come dice Andrea Pamparana nella sua Lectio – “solo la riscoperta dell’iniziativa individuale è, per questi nostri tempi, fondamentale”.
Intendendo, per iniziativa personale, anche le esperienze delle singole realtà territoriali, che non seguono le dinamiche generali del Paese, ma si differenziano mettendo in campo risorse legate alla propria storia, alle proprie tradizioni, alle proprie ricchezze in termini culturali e sociali.
Come a Rovigo, dove la sede universitaria sta diventando motore di un processo virtuoso di crescita nella ricerca, nella conoscenza, nell’innovazione, elementi che proprio in questa fase critica sono la risposta più idonea, più efficace.
Ora più che mai infatti è indispensabile migliorare gli investimenti nelle reti e nella conoscenza, rafforzare la competitività puntando sugli elementi distintivi, sulle peculiarità del territorio, investire nelle persone.

Gli studenti iscritti ai corsi attivati presso la sede di Rovigo sono passati da poche centinaia a oltre 2000, provenienti non solo dal Polesine ma anche da aree nelle quali, senza la presenza del CUR, vi sarebbe stata una minore iscrizione ai corsi di laurea.
Così, la sede universitaria rodigina, collegata alle Università di Padova e Ferrara, si è posta l’obiettivo di diventare nucleo di eccellenza per il territorio, punto di riferimento nel processo di sviluppo economico che sta interessando il Polesine.

Spiega il Prof. Roberto Tovo, Presidente del CUR: “Attraverso questo evento vogliamo lanciare, in un momento difficile di crisi economica, un messaggio positivo, vogliamo dire, attraverso il contributo di personalità di grande cultura, esperte circa i meccanismi della comunicazione e gli esponenti delle principali autorità politiche, economiche e culturali del territorio, che oggi occorre più che mai attingere alle risorse disponibili, a cominciare dall’Università, sfruttando al massimo le sinergie, le collaborazioni, le volontà comuni, perché solo così è possibile non solo uscire dalla crisi ma porre le basi per un futuro di crescita e sviluppo sociale, economica e occupazionale di qualità”.
 




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